[Epilogo]

Il rumore dei passi sulle scale non fa rima con il frastuono di voci ed echi sotterranei.
Sono paralleli ma fuori fase.
A molti risulta impercettibile la timida dissonanza, e così riesce a tornare
senza destare troppi sospetti.

I reporter appostati nei loro nidi dentro i muri di pietre riscaldano le lampade dei loro flash.
Non stanno aspettando un uomo moralmente colpevole.
Aspettano una notizia.

Sono sorridenti, borbottano, fumano, ridono, consigli, soffiate,
li distingue solamente il tesserino della loro agenzia appeso con una molletta all’ impermeabile.

Sono tutti grigi.
Gli impermeabili.
E pure loro.

Nessuno avrebbe mai fatto caso ad uno dei tanti uomini con l’ impermeabile,
che usciva inerme, ipnotizzato dalla luce che si intravede in lontananza e penetra lenta
attraverso il muro di nebbia stagnante nei labirinti sotterranei.

Nebbia innaturale, composta da fuligine e polvere di rame.
Da anni i freni dei treni erano fuori norma,
ridotti all’ osso continuavano ad esalare pulviscolo rosso al quale non ci si può difendere,
colora i soffitti convessi ed è come china da tatuaggio nella gola.

Tosse secca, acuti nell’ eco, bassi che cadono come rocce antigravitazionali
e dilaniano l’ aria corrosiva della miniera.

Delirio a testa bassa.
Lui continuava a seguire il suo raggio di sole, che forse lo condurrà fuori.
Non dovrebbero esserci altri pericoli.

Nessuno avrebbe mai fatto caso ad uno dei tanti minatori con l’ impermeabile,
che usciva inerme, ipnotizzato dalla luce che si intravede in lontananza

fuori non c’era nessun sole ad aspettarlo, solo flash che scoppiano distratti.
Passa in mezzo, denti stretti mordono la lingua sporca di rosso che vuole urlare.

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Corpo ridotto a un mezzo busto.
Come quello di un manichino in un negozio di abiti in saldi.
Uno di quei manichini che restano spogli e una volta finita la liquidazione
verranno lasciati ai bordi della strada.

Un vagabondo delirante potrebbe prenderlo con se, illuso di aver trovato un compagno di viaggi.

Illusioni, dialoghi che divagano.
Fotografia concettuale.
Un mezzo busto che sporge dalla ringhiera di un ponte.
L’ altra metà fa parte dei “particolari”. Da qualche parte ci sarà una telecamera voyeuristica
che lo inquadra, c’è gente che potrebbe addirittura voler pagare pur di vederlo.

Feticismo sfumato, perversioni raffinate,
è un raro esempio di manichino che… si muove!
Respira!
Soffre!

È uno spettacolo che indubbiamente vale i soldi che costa.

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Attesa lunga anni.
Stesso punto di partenza.
Stesse risposte sconclusionate.

Interrogativi soffocanti.
Capriole all’ indietro, acqua che entra ma non esce.
Lento soffocamento nella strada per tornare nonsisàdove

Parlare con lo sguardo:
linguaggio noioso, complicato e poco in voga.

Parlare con lo sguardo:
attesa di risposte un po’ meno sconclusionate.

Al buio i lineamenti perdono nitidezza,
le serrande chiudono,
fischia il treno, che sta per partire nonsisàdove.

Dove finisce tutta la gente quando le serrande chiudono?

Risposte:
Sconclusionate.

Il vento non segue un ordine preciso,
la centrifuga non segue un ordine preciso,
così le priorità durante la giornata.
Potrei accorgermi che è troppo tardi per fare un pupazzo di neve sul vialetto del teatro.
Forse ci sarà la posta nella cassetta
Sicuramente tutta pubblicità.